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9 dicembre 2023

GAS? DES? RIES? C’è altro?

Un amico di Parma ci segnala, visto il post di ieri su Next, i DES, in particolare quello di Parma che è molto attivo e a cui lui partecipa.

Raccontare i DES è complesso, hanno mille sfaccettature ed una storia difficilmente riassumibile, perché nati spontaneamente ed in modo poco organizzato.

Poiché ai tempi io, Donata, facevo parte del movimento del commercio equo, frugando nella mia memoria di boomer di economia etica mi ricordo che il primo GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) è nato a Fidenza, negli anni novanta, lo scorso secolo!

Da Fidenza, su spinta degli stessi partecipanti al GAS, l’iniziativa si è diffusa a macchia di leopardo in brevissimo tempo in tutta Italia.

Un GAS è composto da un gruppo di acquirenti che non vogliono consumare in modo inconsapevole ma vogliono scegliere, sostenere, accompagnare l’economia locale e solidale attraverso i loro acquisti.

Ogni GAS, fin dagli inizi, sceglieva produttori alimentari locali, meglio se di agricoltura biologica, produttori con valore aggiunto etico (associazioni e cooperative) e acquistava periodicamente in gruppo, su un listino concordato con i produttori, il fabbisogno di ogni partecipante per il periodo concordato. A questi listini si sono aggiunti quelli dei prodotti equosolidali (che venivano da altre nazioni « economicamente svantaggiate » e non erano di origine europea, vedi the, caffè, cioccolato ed altro).

Ogni gruppo si impegnava a conoscere personalmente i fornitori della merce, agricoltori o altri, condividere con loro le difficoltà ed ampliare la rete di prodotti e servizi, con l’obiettivo di non sottostare al mercato capitalista, spesso iniquo. L’obiettivo del GAS era riassunto nello slogan « acquistare locale e pensare globale », quello che oggi riassumiamo in acquisto ed economia glocale.

Questo un riassunto non onnicomprensivo… dovrei scrivere un tomo…

Col passare degli anni la rete dei GAS si è espansa, si sono creati i DES (distretti di economia solidale), territoriali, generalmente provinciali, e poi la rete RES nel 2007 (Rete Economia Solidale) e RIES, nata nel 2020, la Rete Italiana di Economia Solidale, che raccoglie i DES ed altri. L’obiettivo in questo caso è la circolazione delle notizie, delle proposte di ogni DES, la riflessione comune politica ed economica sul consumo critico. Alla base di ogni azione c’è, come sempre, una rete di relazioni umane.

La RIES comprende ora anche aziende che rivendono servizi, per esempio quello energetico, con obiettivi vicini al consumo critico e al rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.

Anche questo post è propedeutico ad una azione da parte tua, se la proposta di un consumo critico ti interessa cerca su Internet il DES della tua provincia o regione, chiama i referenti, incontratevi.

Far rete significa vedersi negli occhi  e cominciare un cammino concreto.

Qui i link al DES di Parma, visto che la proposta di parlarne è di un parmigiano, e di RIES

DES PARMA – https://www.desparma.org/

RETE RIES – https://rete-ries.it/

 

Chiedo preventivamente perdono agli amici dei DES che conosco e che non sono stati interpellati. Sarebbero stati sicuramente più precisi di me ma, vista la proposta appena giunta, non abbiamo il tempo materiale di redigere un testo con voi. Scusate.

Presepe contemporaneo in Italia
Parrocchia San Giuseppe – Como (foto Donata)