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7 dicembre 2023

 

Elezioni in Congo – Denis Mukwege

Torniamo alla Repubblica Democratica del Congo, di cui abbiamo introdotto l’argomento il giorno 2.

Nell’est del paese, Nord e Sud Kivu e Ituri , si sta combattendo una guerra pesante in termini di vite umane. Non ci addentriamo nella dinamica della guerra, ci sono circa 150 gruppi armati nella zona, alcuni sono un vero e proprio esercito straniero. Faccio solo il nome del più famoso, il gruppo armato M23, che circonda la capitale del Nord Kivu, Goma, da qualche mese. Altri sono gruppi nati durante varie stagioni di guerra, la maggior parte di loro aveva il nobile intento di liberare la regione dagli invasori ma poi si è trasformata in diversi gruppi il cui obiettivo è l’autosostentamento. Questi non difendono più la popolazione ma la derubano ed uccidono tanto quanto gli eserciti.

C’è anche l’esercito nazionale, ovviamente, non sempre irreprensibile, e poi c’è la MONUSCO, la missione di osservazione dei caschi blu dell’ONU, presenti da anni annorum, costosissima; capi europei e soldati semplici di vari paesi non europei ma africani, asiatici, sudamericani. Di fatto non si capisce quale sia la sua mansione visto che non intervengono anche in caso di omicidi di bambini e si limitano ad osservare e redigere rapporti, mediamente molto corretti ma che troppi, anche al Palazzo di vetro, fingono di non aver mai letto.

In questo ultimo periodo si aggiunge anche l’esercito multinazionale dell’Unione Africana, che contribuisce ad aumentare la confusione.

In pratica ci sono armi, combattimenti, violenze, ovunque. E quando gli elefanti lottano quella che soffre è l’erba.

Goma non è ancora assediata ma tutte le derrate alimentari e gli altri prodotti commerciali, che entrano ed escono dalle varie zone della città, sono “tassate” dall’esercito invasore… per cui i prezzi degli alimentari in città sono incontrollabili.

In questo clima il Premio Nobel per la Pace del 2018, il ginecologo Denis Mukwege, “l’uomo che ripara le donne”, ha deciso, sulla spinta della popolazione di Bukavu, sua città natale, di candidarsi alle elezioni presidenziali che tutti ci auguriamo avranno luogo il 20 dicembre 2023, tra pochi giorni.

»https://www.ibs.it/denis-mukwege-uomo-che-ripara-libro-colette-braeckman/e/9788860444363«

Qui trovate il link di presentazione del libro, tradotto in italiano, che racconta la storia di Mukwege e della guerra. Il dottore opera nella ricostruzione degli apparati genitali delle donne e perfino bambine che sono violentate, a volte ripetutamente e con oggetti vari, fino a procurare lesioni gravissime ai loro genitali. Questo avviene sistematicamente dal 1998.

Una gran parte della popolazione, che viveva in ambito rurale nei villaggi, ha abbandonato le proprie case (e le sezioni elettorali) in cerca di un minimo di sicurezza, e si è spinta alla periferia delle città per ingrossare le fila dei campi profughi interni. In parte i profughi sono assistiti da UNHCR e altri organismi internazionali, una buona parte si sono raggruppati spontaneamente, non sono “schedati” come profughi, non hanno assistenza e vivono in condizioni disumane, il loro obiettivo sicuramente non sarà il voto.

Un gruppo di congolesi che vivono in Italia e di italiani sensibili alla tematica si sono costituiti in comitato per la raccolta di fondi per la campagna elettorale del dottor Mukwege. Lui non è un politico, la sua candidatura alle elezioni presidenziali è stata pagata dalle donne del Sud Kivu che hanno raccolto una colletta di circa 70mila dollari, una cifra enorme in una zona dove lo stipendio mensile di un insegnante statale arriva a malapena a 50 dollari al mese; ve lo scrivo per darvi l’idea di come si viva in quei luoghi, in cui il costo della vita è minore del nostro ma non troppo.

Le donne contano sul premio Nobel e le sue capacità di negoziazione, la sua trasparenza totale, la sua chiara denuncia di fatti e responsabili dei delitti nel suo paese, perché si riesca a far cessare la guerra.

Per sostenerlo nella sua campagna elettorale, che potrebbe essere una svolta nel paese così come l’elezione di Mandela è stata in Sudafrica, il comitato per la raccolta fondi, ha indetto una campagna online. Questo il link alla campagna, dove trovate le modalità, se lo ritenete opportuno, per fare un’offerta.

»https://buonacausa.org/cause/sostegnocampagnamukwege«

Il ricavato è versato automaticamente ogni giorno sul conto congolese del comitato elettorale di Mukwege. Se dovessero avanzare dei fondi, saranno impiegati per i bisogni dell’ospedale che Mukwege dirige, per il costo delle cure dei poveri.