24 dicembre

Una casa per tutti

 

La casa è un edificio (o parte di esso) utilizzato stabilmente per ripararsi dagli agenti atmosferici. Essa ospita uno o più nuclei familiari e talvolta anche animali domestici. Può anche corrispondere al concetto di unità abitativa.

 

 

L’articolo 25 della Dichiarazione universale dei Diritti Umani declama che “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari […]

 

E’ un diritto dimenticato in ogni parte del globo. Europa, Asia, Oceania, America, Africa: nessun continente è escluso dalle statistiche internazionali che riguardano il problema dei senza tetto.

L’ultima raccolta dati dell’ONU, a livello globale, risale a dieci anni fa, la stima era allora di 100 milioni di  senza casa in tutto il mondo e un miliardo alloggiato in case e condizioni non adeguate agli standard minimi.

 

In Italia la cifra stimata è di 52.000 persone senza tetto e non comprende i Rom e gli immigrati che vivono in “insediamenti informali”. Come se, nel caso degli immigrati questa fosse una scelta, uno stile di vita…

In Europa 700 mila persone sono senza dimora e il fenomeno è aumentato del 70% in dieci anni. Troppe persone senza casa, troppe case senza persone. In Italia le case vuote sono oltre 7 milioni, più di un’abitazione su cinque. Nel 2016 sono andati all’asta 270.000 immobili di famiglie indebitate. Ed ora la situazione è sicuramente peggiorata.

3.5 milioni di homeless vivono in USA. 250.000 in Giappone, in Australia su 105mila senza casa le donne costituiscono il 44%, la più alta percentuale.

I senza fissa dimora sono persone che han perduto il lavoro, ragazze madri e genitori separati, persone con disturbi mentali nei paesi ricchi; giovani senza lavoro, padri e madri di famiglia che vivono arrangiandosi nei campi o con piccole attività dei mercati locali, persone che vivono con poco più di un dollaro al giorno, orfani, nei paesi poveri.

In Africa contare il numero dei senza tetto è complesso perché esistono relazioni e sistemi di sostentamento che spesso sono funzionali e dignitosi, come il gruppo familiare allargato delle zone rurali, dove in una stessa semplice struttura possono comunque alloggiare più famiglie.

 

In alcuni paesi soprattutto nel Sud del mondo, ma anche nei paesi dell’ Est europeo, sempre più consistente è il problema dei “bambini di strada“, bambini spinti a vivere sulla strada dall’estrema povertà e dalla disgregazione delle loro famiglie.

 

Chi è senza casa vive una condizione di grande vulnerabilità perché è costretto a dipendere da tutti anche solo per i bisogni più elementari, ed è esposto alle aggressioni, al freddo, all’umiliazione di essere cacciato perché indesiderato.

 

 

Cosa possiamo fare?

In Italia ci sono gruppi che si battono per il diritto ad avere una casa, potremmo farne parte.

 

Se abbiamo una casa vuota possiamo metterla a disposizione della Caritas o di altri che ne possono fare un luogo di accoglienza, soprattutto invernale, per i senza fissa dimora. Se poi ci sentiamo davvero toccati dal problema possiamo affittarla ad una cifra modesta, in modo che anche una famiglia in difficoltà economica, e quante ce ne sono ora a causa della pandemia e conseguente perdita del lavoro, possa accedervi.

 

Possiamo anche far pressione nel nostro Comune per la costruzione ed assegnazione di alloggi popolari per le famiglie che hanno problemi abitativi.

 

Possiamo aiutare economicamente qualcuno a rischio sfratto perché non riesce più a pagare affitto e/o bollette. Anche per questo possiamo rivolgerci alle Caritas locali.

 

Qui a Bukavu (Congo RD) c’è una organizzazione che costruisce case per gli anziani abbandonati (un fenomeno in crescita anche qui). Con poche migliaia di euro hanno una casetta dignitosa in cui vivere sereni i loro ultimi anni, e persino un letto!

Se vuoi dettagli sul progetto di Bukavu scrivici a calendario@avventodigiustizia.org

 

In ogni caso poniamoci il problema, che è vecchio come il mondo, perché non succeda come circa duemila anni fa, che “non c’era posto per loro”

 

Buon Natale

 

PS: anche domani apriremo la nostra finestrella