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2 dicembre 2023

 

Se cominciassimo a dire noi

Non smettiamo di vivere legate all’Africa, alla Repubblica Democratica del Congo prima di tutto.

E ne parliamo non solo perché abbiamo amici congolesi, soprattutto perché è uno scandalo che non viene portato alla ribalta del nostro sistema di comunicazione. Uno scandalo che riguarda tutti, visto che tutti apparteniamo alla razza umana.

Nessuno ne parla, si trovano notizie solo sui canali specifici, nessun canale ad alta diffusione se ne occupa.

Una dei 100 e più (non stiamo esagerando, da diverse fonti segnalano 100 e più conflitti nel mondo) conflitti dimenticati. Ma la gente muore. Come continuano a morire, per semplificare, civili inermi anche nella guerra in Ucraina, pur se la notizia è scomparsa dai nostri telegiornali.

Quella che si sta svolgendo da 20 anni (!!!) con diversi milioni di civili uccisi (almeno 6 milioni, secondo fonti ONU) in alcune regioni del Congo è una guerra organizzata e sostenuta dalle potenze economiche mondiali, perché il Congo è ricchissimo di tutte le materie prime che servono ai paesi ricchi.

Tra queste i minerali sono la materia prima più ricercata. Quelli che permettono, estratti a costi bassissimi, ai nostri apparecchi elettronici di funzionare.

Il coltan, la cassiterite, l’oro (tonnellate di oro nel Kivu, per una vendita stimata di 265 milioni di dollari nel 2020, solo a titolo di esempio – Fonte: theconversation.com), il cobalto, la wolframite (da cui si estrae il tungsteno, un semimetallo), i minerali più ricercati.

La guerra permette lo sfruttamento della popolazione come minatori e l’esportazione illegale di minerali in cambio della possibilità di acquistare armi, e in Italia siamo grandissimi produttori e esportatori di armi leggere, le preferite dalle guerre africane.

Poi c’è l’acqua dolce, un bacino immenso quello del fiume Congo e lo stesso per i “grandi laghi” che danno il nome alla macroregione dell’est del paese. La terza guerra mondiale sarà sull’acqua dolce.

E poi il legname, i parchi, la terra fertile, la produzione di elettricità per i paesi adiacenti, la popolazione vive quasi al buio la sera.

 

Il prossimo 20 dicembre ci dovrebbero essere le elezioni presidenziali (condizionale d’obbligo).

 

Alcuni amici stanno sostenendo un candidato eccezionale, un premio Nobel che potrebbe essere la svolta per il paese ma non ha grandi impianti organizzati per la campagna elettorale. Ve ne parleremo uno dei prossimi giorni e vi daremo la possibilità di fare un’azione. Sì, soldi, ahimè, ma in questo caso per un ottimo fine.

Intanto ti invitiamo a tenere occhi orecchie e cuore aperti… nella speranza che tutto vada bene*, la situazione è complessa…

e ti lasciamo con qualche foto del paese…

 

 

* tutto vada bene significa che si voti davvero e si rispetti la scelta della verità delle urne…