10 dicembre 2023
Sai cosa indossi?
Nel mese di novembre ci sono stati una serie di gravi incidenti in Bangladesh, incidenti sul lavoro che hanno coinvolto aziende in cui è stata delocalizzata la produzione di abbigliamento destinato all’Europa e all’Italia.
Cosa vuol dire? Che i marchi dell’abbigliamento che troviamo in vendita al mercato, nel grande magazzino o nella boutique in centro, non producono, tranne rare eccezioni, in Italia o in Europa, dove il costo del lavoro è più elevato ed il lavoro più tutelato.
Mediamente la produzione avviene in paesi orientali, tra i più gettonati la Turchia, il Bangladesh.
Salari da fame, condizioni di lavoro insalubri, a partire dagli ambienti in cui si taglia e cuce, invasi dal rumore e dalla polvere, orari di lavoro molto al di sopra delle 8 ore giornaliere, soprattutto in periodi “caldi” (tipo il periodo prenatalizio…).
Questo avviene sia per i jeans da 10 euro al mercato (spesso di produzione cinese) sia per il capo di manifattura di marca da 150 euro… chiaramente cucito con più cura e con filati più ricercati, ma il sarto non viene retribuito in modo equo e spesso le sue condizioni dl lavoro sono comunque terribili.
C’è una rete di 235 organizzazioni che opera in 45 nazioni, monitora aziende e promuove campagne sul rispetto dei diritti dei lavoratori nel settore della sartoria e confezione. Si tratta della Campagna Clean Clothes, il cui sito, in inglese, potete consultare qui (»https://cleanclothes.org/«)
In Italia opera la Campagna Abiti Puliti che si occupa di sicurezza del lavoro, retribuzioni eque, trasparenza delle aziende, libertà sindacali per i lavoratori del settore dell’abbigliamento.
Abiti Puliti lavora in sinergia con Clean Clothes e emette report in italiano sulle situazioni più complesse.
La Campagna ci chiede di attivarci attraverso petizioni per il rispetto dei lavoratori e denuncia il forte inquinamento ambientale.
Se scrollate sul sito trovate anche un “giochino” in cui se inserite il nome della vostra marca di abbigliamento preferita e potete scoprire il suo livello di eticità in base a diversi parametri.
Ecco il link: »https://www.abitipuliti.org/«
Apriamo con oggi una nuova sezione, il podcast.
Qui Abiti Puliti podcast sul sito: »https://www.abitipuliti.org/what-the-fashion/«
e su Spotify: »https://open.spotify.com/show/0s5C3da2DeIOaeQLEgitrV?si=2f78e79f25e7413b«
Buona domenica… che sia buona per tutti.
